Dic 30
Pensiero e sentimento

Pensiero e sentimento

Tratto da Daniel Goleman - Intelligenza emotiva

…Nella vita mentale, queste connessioni fra corteccia prefrontale e sistema limbico hanno un’importanza fondamentale che va ben oltre la regolazione fine delle emozioni; esse sono essenziali per guidarci nelle più importanti decisioni della vita.

Armonizzare emozione e pensiero
Le connessioni fra l’amigdala (e le strutture limbiche affini) e la neocorteccia sono al centro di quelle che possiamo definire come le battaglie o gli accordi di cooperazione fra mente e cuore - fra pensiero e sentimento. Questi circuiti spiegano come mai l’emozione è tanto importante ai fini del pensiero, sia quando si debbano prendere sagge decisioni, sia quando si tratti di pensare lucidamente.

Prendiamo, a titolo di esempio, la capacità delle emozioni di rendere disorganizzato il pensiero. I neuroscienziati usano l’espressione “memoria di lavoro” per indicare la capacità di attenzione che fissa nella mente i dati essenziali per completare un certo compito o per risolvere un particolare problema; tali dati possono essere di natura molto varia: può trattarsi dei requisiti ideali che cerchiamo in una casa da acquistare quando vagliamo diverse possibilità, oppure degli elementi di un problema razionale durante un esame.

La corteccia prefrontale è la regione del cervello in cui ha sede la memoria di lavoro. Ma i circuiti che connettono il sistema limbico ai lobi prefrontali comportano la possibilità che i segnali di forti emozioni - ansia, collera e simili - creino dei rumori di fondo, per così dire un’elettricità statica neurale, sabotando così la capacità del lobo prefrontale di conservare la memoria di lavoro. Ecco perché quando siamo sconvolti diciamo che “non riusciamo a pensare”; ecco perché una continua sofferenza psicologica può causare delle carenze nelle capacità intellettuali dei bambini, compromettendone l’apprendimento.

Quando questi deficit sono meno pronunciati non vengono sempre evidenziati dai test per la misura del QI, sebbene essi siano rivelati da misure neuropsicologiche più mirate e affiorino anche nel caso in cui il bambino mostri un comportamento costantemente agitato ed impulsivo.

In uno studio condotto su bambini della scuola elementare, ad esempio, questi test neuropsicologici dimostrarono che i soggetti con QI al di sopra della media, ma le cui prestazioni scolastiche erano insoddisfacenti, presentavano una compromissione del funzionamento della corteccia frontale. Questi bambini erano anche impulsivi e ansiosi, spesso confusi e agitati - una serie di riscontri che indicavano un controllo difettoso dei lobi prefrontali sugli impulsi del sistema limbico. Nonostante le loro potenzialità intellettuali, questi bambini erano soggetti ad altissimo rischio di fallimento scolastico, alcolismo e criminalità (non perché fossero carenti sul intellettuale, ma per le loro scarse capacità di controllo sulla vita emotiva). Il cervello emozionale, del tutto separato dalle aree corticali la cui funzione viene vagliata dal test QI, controlla la collera e la compassione. Questi circuiti vengono scolpiti dall’esperienza durante l’infanzia - e noi, a nostro rischio, permettiamo che quelle esperienze siano completamente affidate al caso.

Consideriamo ora il ruolo delle emozioni quando dobbiamo prendere una decisione, anche la più “razionale“. Antonio Damasio, neurologo al College of Medicine della lowa University, ha compiuto ricerche ricche di importanti implicazioni per la nostra comprensione della vita mentale; in particolare, egli desiderava scoprire quali funzioni fossero compromesse nei pazienti con lesioni del circuito che collega i lobi prefrontali all’amigdala. La capacità di questi soggetti di prendere decisioni è spaventosamente compromessa - e tuttavia essi non presentano alcun deterioramento del loro QI o di qualunque abilità cognitiva. Nonostante la loro intelligenza sia intatta, essi compiono scelte disastrose negli affari e nella vita privata, e possono anche tormentarsi all’infinito per prendere decisioni semplici come quella di fissare un appuntamento.

Damasio sostiene che le scelte di questi pazienti sono tanto sbagliate perché essi hanno perso la possibilità di accedere alla memoria emozionale. Essendo il punto di incontro fra pensiero razionale ed emozione, il circuito che collega lobi prefrontali e amigdala è una via di accesso fondamentale all’archivio contenente tutte quelle preferenze e quelle avversioni che andiamo accumulando nel corso della nostra vita.

Se si esclude la memoria emozionale custodita nell’amigdala, qualunque cosa venga elaborata dalla neocorteccia non è più in grado di innescare le reazioni emotive in passato associate allo stesso evento, e tutto assume i toni di una grigia neutralità. Uno stimolo esterno, indipendentemente che si tratti del loro amato cagnolino o di una maledetta seccatura, non suscita più in questi pazienti attrazione o avversione: essi hanno “dimenticato” tutti gli insegnamenti emozionali precedentemente appresi perché non hanno più accesso al luogo dove li avevano archiviati - in altre parole, l’amigdala.

Dati come questi hanno portato Damasio su una posizione opposta a quanto suggerirebbe 1′intuito; lo hanno indotto cioè a ritenere che i sentimenti siano solitamente indispensabili nei processi decisori della mente razionale; essi ci orientano nella giusta direzione, dove poi la pura logica si dimostrerà utilissima. Spesso la realtà vi mette di fronte a una gamma di scelte molto difficili (come investire la liquidazione? chi sposare?); in questi casi, gli insegnamenti emozionali impartitici dalla vita (ad esempio il ricordo di un investimento dimostratosi disastroso o di una dolorosa rottura sentimentale) inviano segnali che restringono il campo della decisione, eliminando alcune opzioni e mettendone in evidenza altre fin dall’inizio. In questo modo, secondo Damasio, il cervello emozionale è coinvolto nel ragionamento proprio come il cervello pensante.

Le emozioni, allora, hanno un ruolo importante ai fini della razionalità. Nel complesso rapporto fra sentimenti e pensiero, la facoltà emozionale guida le nostre decisioni momento per momento, in stretta collaborazione con la mente razionale, consentendo il pensiero logico o rendendolo impossibile. Allo stesso modo, il cervello razionale ha un ruolo dominante nelle nostre emozioni - con la sola eccezione di quei momenti in cui le emozioni eludono il controllo e prendono, per così dire, il sopravvento di prepotenza.

In un certo senso, abbiamo due cervelli, due menti - e due diversi tipi di intelligenza: quella razionale e quella emotiva. Il nostro modo di comportarci nella vita è determinato da entrambe: non dipende solo dal QI, ma anche dall’intelligenza emotiva, in assenza della quale, l’intelletto non può funzionare al meglio. La complementarietà del sistema limbico e della neocorteccia, dell’amigdala e dei lobi prefrontali, significa che ciascuno di essi è solitamente una componente essenziale a pieno diritto della vita mentale. Quando questi partner interagiscono bene, l’intelligenza emotiva si sviluppa, e altrettanto fanno le capacità intellettuali.

Quanto abbiamo detto capovolge le antiche opinioni sulla tensione fra ragione e sentimento: noi non vogliamo fare a meno dell’emozione e mettere al suo posto la ragione, come avrebbe desiderato Erasmo; vorremmo invece trovare il giusto equilibrio fra le due componenti. Il vecchio paradigma sosteneva un ideale in cui la ragione poteva liberarsi dalla spinta delle emozioni. Il nuovo modello ci spinge piuttosto a trovare un’armonia fra mente e cuore. Per farlo, però, dobbiamo per prima cosa comprendere più esattamente che cosa significhi fare un uso intelligente dell’emozione.

Daniel Goleman - Intelligenza emotiva

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Nov 15
Nuovo paradigma scientifico

Paradigma scientifico

«Ciò che vedete dipende dalle teorie che usate per interpretare le vostre osservazioni
Albert Einstein

Giorgio de Santillana nell’introdurre il suo capolavoro “Il mulino di Amleto” coglie l’inadeguatezza del pensiero umano di fronte alle attuali scoperte astrofisiche, l’uomo contemporaneo non riesce a collocarsi all’interno di così vasto e profondo universo se non a costo di una perdita delle proprie facoltà mentali, l’uomo arcaico, invece, ordinava il cosmo a sua misura in modo da non scomparire di fronte alla pur terribile vastità della antica cosmologia.

Oggi, fra gli scopi più alti della scienza vi è quello di conoscere e descrivere l’universo per dare un senso all’esistenza umana; scienza, filosofia e religione si sono poste sempre in rapporto dialettico e hanno ricercato, e a volte hanno creduto di aver trovato, il senso dell’esistenza. Con Galileo la scienza ha cambiato radicalmente i presupposti di conoscenza basandosi sul metodo sperimentale, mentre con Cartesio si ha la scissione dicotomica fra anima e materia. Cartesio scinde i due aspetti della realtà relegando la mente al dominio della religione e della speculazione filosofica e la materia al metodo scientifico.

La dicotomia cartesiana anima-materia, in occidente, ha aumentato le distanze fra lo sperimentalismo scientifico e il dogma religioso. Per la scienza, agire solo su entità materiali osservabili rappresenta una semplificazione concettuale di grande portata mentre la religione rafforza il dogmatismo perché ormai totalmente svincolata dalle leggi matematiche e fisiche che regolano e descrivono il cosmo. La scienza dal canto suo si è sempre limitata a descrivere i fenomeni fisici mentre alla religione è stato dato il privilegio di spiegare la causa ultima del funzionamento del meccanismo universo.

La rivoluzione scientifica del secolo scorso ha minato dalle fondamenta il nostro senso comune e le nostre convinzioni al riguardo della natura dell’universo.

Lo scorrere del tempo e la stessa suddivisione fra passato, presente e futuro sembrano non avere più molto senso, lo spazio indissolubilmente legato al tempo forma un unità quadridimensionale inimmaginabile dalla mente abituata ad agire nella realtà osservabile; la meccanica quantistica ha enormi implicazioni sul nostro modo di vedere la realtà e sulla posizione che ha la coscienza all’interno dell’universo.

Teorie assolutamente rivoluzionarie sembrano oggi avere poco impatto sulla nostra visione del mondo e sulla nostra produzione di realtà. Se la teoria della relatività e le sue implicazioni spazio temporali hanno influenzato il campo dell’arte con il cubismo e parte del razionalismo architettonico, la fisica quantistica non ha avuto nessun influenza sul cambiamento dei modi di percezione e fruizione dello spazio.

L’ipotesi di un mondo regolato dalle leggi meccaniche è stata avvalorata per secoli, con Cartesio ha inizio il dualismo anima-materia considerate come entità distinte e separate cosicché l’anima non aveva alcun influenza sulla materia, sul corpo. La meccanica newoniana non fece altro che avvalorare tale dualismo proponendo un universo regolato da un meccanismo perfetto. Nei primi anni dello scorso secolo la teoria della relatività inserì nelle dimensioni spaziali anche la quarta dimensione del tempo, che divenne indissolubilmente legato allo spazio a formare un’unica realtà spazio-temporale mettendo a dura prova le capacità immaginifiche della mente umana; ma se la teoria della relatività si dimostrò di efficacia eccezionale nel descrivere il macrocosmo, d’altro canto non poteva spiegare i fenomeni su scala atomica, il comportamento delle particelle subatomiche. Nello stesso periodo, agli inizi del secolo fu sviluppata da W. Heisemberg la teoria dell’indeterminazione dei quanti di luce, una teoria che spiega gli strani comportamenti delle cellule subatomiche e del loro essere contemporaneamente entità fisiche ed entità probabilistiche, formulando il famoso dualismo onda particella.

La fisica quantistica suggerisce che la realtà dipende dall’osservatore, e nel caso delle particelle subatomiche l’osservazione si esplicita con una misurazione (una misura è un confronto fra oggetti per determinarne il rapporto).

Un onda probabilistica collassa in una particella allorché essa viene osservata, in altri termini la posizione di una particella subatomica in un certo punto dipende dall’osservazione in quel dato punto. Inoltre due particelle subatomiche che sono state in relazione, se vengono separate e a distanza una di esse viene modificata, anche l’altra simultaneamente si modifica e questo succede senza possibilità di comunicazione fra le due particelle, questo è detto comportamento non locale delle particelle subatomiche

La realtà profonda che la moderna fisica teorica ci suggerisce è una realtà interconnessa dove l’indeterminismo quantistico è controllato dalla coscienza che assume ruolo fondamentale per la costituzione della realtà fisica; le implicazioni di siffatte teorie hanno enorme portata filosofica e ci pongono nella condizione di ridefinire il nostro posto nell’universo, l’architettura in quanto costruzione, e materializzazione di una volontà cosciente diventa essa stessa metafora e oggetto della creazione della realtà, la mente cosciente è l’origine della realtà fisica e non un epifenomeno, David Bohm ipotizza un potenziale quantico che pervade il creato e che informa e funge da substrato a tutta la realtà fisica che altro non sarebbe che gesto creativo dell’universo entro se stesso in una sorta di speculare riflessione.

La realtà sarebbe puramente illusoria , essa è forma della mente che pervade l’universo.

Nonostante la sua apparente realtà fisica, l’Universo si comporterebbe come un ologramma dove la parte corrisponde dettagliatamente al tutto.

Ma in che modo la metafora dell’ologramma può spiegare alcuni paradossi sperimentali quali ad esempio la non località? È lo stesso Bohm a suggerirci un esempio esemplificativo: immaginate un acquario contenente un pesce. Immaginate anche che l’acquario non sia visibile direttamente ma che noi lo si veda solo attraverso due telecamere, una posizionata frontalmente e l’altra lateralmente rispetto all’acquario. Mentre guardiamo i due monitor televisivi possiamo pensare che i pesci visibili sui monitor siano due entità separate, la differente posizione delle telecamere ci darà infatti due immagini lievemente diverse. Ma, continuando ad osservare i due pesci, alla fine ci accorgeremo che vi è un certo legame tra di loro: quando uno si gira, anche l’altro si girerà; quando uno guarda di fronte a sé, l’altro guarderà lateralmente. Se restiamo completamente all’oscuro dello scopo reale dell’esperimento, potremmo arrivare a credere che i due pesci stiano comunicando tra di loro, istantaneamente e misteriosamente.

Probabilmente sia l’ipotesi di un a realtà assimilabile ad un ologramma e sia l’ipotesi di una soggiacente rete di informazioni sul modello di Internet non sono sufficienti a descrivere il nuovo concetto di realtà che la fisica quantistica ci fa intravedere, essi potrebbero essere solo modelli di riferimento del nostro stato attuale di progresso tecnologico e percettivo, probabilmente anche il solo linguaggio matematico non è più sufficiente a descrivere una realtà complessa, forse avremmo bisogno dell’aiuto di un nuovo linguaggio, di nuove forme espressive appannaggio dell’intuizione e dell’espressione artistica, un arte che si esprima mediante metafore e connessioni nuove e che vada al di là del simbolo ma che agisca in sostituzione di esso non per essere misura della realtà ma per essere medium fra la percezione e l’intuizione.

Fonte: http://spaziotempoarchitettura.blogspot.com

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Nov 11
Coscienza globale

Coscienza globale

Dal cervello diviso alla coscienza unitaria

Nell’ambito di un discorso generale sull’evoluzione umana - da una concezione frammentata e locale a una civiltà planetaria, etica e sostenibile - la prima considerazione è la necessità di trasformare, in modo analogo, la consapevolezza di se stessi, da una modalità frammentata ad una globale e unitaria.

Le ricerche da noi condotte sulla sincronizzazione cerebrale (coerenza elettroencefalografica) mostrano con molta evidenza come lo stato attuale di funzionamento neuropsichico sia statisticamente correlato allo stato di percezione globale del proprio essere (unità corpo-mente, armonia psicofisica) ossia di consapevolezza di se stessi. Tanto maggiore sarà la consapevolezza globale di sé, tanto maggiore sarà la sincronizzazione-coerenza cerebrale che sale fino a valori di 90-100%.

L’equazione che regge lo stato attuale di crisi ecosistemica, sarebbe quindi: disarmonia psicofisica = bassa sincronizzazione-coerenza cerebrale = visione frammentata di sé e del mondo = bassa cooperazione-comunicazione = crisi-conflitto globale; questa deve essere bilanciata dall’equazione complementare: armonia psicofisica = alta sincronizzazione-coerenza cerebrale = visione unitaria-olistica di sé e del mondo = elevata cooperazione-comunicazione = coscienza planetaria.

La nuova cultura planetaria e lo sviluppo del potenziale umano

Negli ultimi decenni sono emerse numerose tecniche terapeutiche, innovative ed efficaci, che - superando le divisioni tra medicina e psicologia - curano con un approccio olistico, globale. Queste terapie si ispirano tutte al paradigma olistico, che considera l’essere umano come unità indivisibile e complessa di corpo, mente e spirito. Olos, in greco significa l’intero.

La moderna terapia psicosomatica ad approccio olistico tende quindi a curare l’essere umano riportandolo alla consapevolezza della sua unità, della sua armonia interiore. La base più importante di tutto questo processo era (da millenni) e rimane la coscienza globale dell’essere, la meditazione, la ricerca interiore, la riscoperta del divino in ogni essere e in ogni frammento di esistenza.

Il progetto più importante del Villaggio Globale che abbiamo fatto nascere a Bagni di Lucca è di creare l’Accademia Olistica, una Scuola per la Salute Globale e lo Sviluppo del Potenziale Umano, un luogo “laico” di evoluzione umana verso una coscienza planetaria, spirituale e psicofisica, senza ideologie né legami religiosi, dove ogni persona può venire e sperimentare ogni tipo di terapia olistica e psicosomatica e ogni tipo di meditazione delle grandi scuole planetarie. Dove potersi rendere conto dei bisogni della Terra e riscoprire la propria creatività per aiutare il processo di evoluzione della coscienza planetaria.

Negli ultimi ventiquattro anni abbiamo sperimentato innumerevoli tecniche, antiche e moderne, di consapevolezza, di evoluzione interiore, di meditazione e di salute globale che provenivano da diverse culture del pianeta e, attraverso un intensissimo lavoro educativo e terapeutico le abbiamo poi adattate ai bisogni del nostro presente.

La comprensione della nostra scuola è che che per arrivare ad una coscienza globale occorre un lavoro globale, che essenzialmente si articola nei seguenti punti:

  • ripulirsi dai veleni e dalle tossine del corpo fisico
  • riaprire la sensibilità del corpo energetico, rivitalizzare ogni cellula del corpo e sviluppare una percezione sensoriale più profonda e sottile
  • sciogliere le emozioni negative: paure, rabbie, tensioni, gelosie, rancori, tristezze che ci legano al passato e che ci chiudono il cuore
  • liberarci dai vecchi e pesanti condizionamenti mentali, ideologici, politici o religiosi che opprimono la mente e che ci mettono contro la vita
  • riaprire la spiritualità naturale dell’essere: la coscienza globale attraverso le tecniche di meditazione e di crescita interiore
  • sviluppare una coscienza planetaria, attraverso un’adeguata informazione
  • ecologica, umana, culturale, scientifica e sociale, che ci permetta di sentirci cittadini del mondo e connessi con la Terra intera.

Proponiamo qui di seguito alcune tra le più semplici ed efficaci tecniche di coscienza globale, che chiunque può sperimentare anche da solo, e senza rischi.

La consapevolezza globale dell’essere - L’essere umano può risvegliarsi

Allo scopo di incrementare e facilitare l’evoluzione umana verso una percezione globale di sé e del mondo abbiamo elaborato – all’interno della nostra scuola - delle tecniche di consapevolezza olistica in grado di creare una percezione globale dell’essere umano che le sperimenta, che potessero essere sperimentate con facilità da chiunque e che fossero scientificamente connesse con un aumento della sincronizzazione-coerenza cerebrale.

La maggior parte degli esseri umani vive una vita automatica, semicosciente, addormentata dalle abitudini, dal calcio e dalla televisione, condizionata dal lavoro, dagli altri, senza ascoltare i veri bisogni del corpo, dell’anima e dell’intelligenza vitale. Quando viviamo addormentati la vita perde di senso, diventa banale, già vista, inutile. Molti esseri umani stanno oggi iniziando a risvegliarsi, scegliendo una vita più autentica e profonda, facendo scelte di vita più responsabili e rischiose. Chi si apre all’ecologia, alle medicine olistiche, alla ricerca interiore, alla pace, alla tutela dei diritti umani, all’etica della globalizzazione sta uscendo da una vita automatica e ritrovando una diversa coscienza planetaria.

Ma il vero punto di svolta avviene quando si risveglia la coscienza globale e si diventa consapevoli del proprio sé. Ogni cosa diventa magica, unica, ogni istante prezioso, irripetibile. Si percepisce il senso di connessione con l’esistenza e la gioia di esistere per il semplice fatto di esistere. Il senso sottile delle cose, lo stupore della vita.

L’essere umano può risvegliarsi in modo consapevole, utilizzando semplici tecniche “scientifiche” di sviluppo del potenziale umano che inducono uno stato di coscienza globale che chiamiamo esperienza dell’essere, meditazione.

Tecniche di sviluppo della coscienza globale

La consapevolezza globale dell’essere è la chiave dell’evoluzione in questo momento storico. Lo stato di coscienza globale è caratterizzato da una elevatissima coerenza elettromagnetica che permea l’intero corpo e che viene chiaramente registrata a livello di onde elettroencefalografiche. L’unità di coscienza si manifesta con elevatissima coerenza tra le comunicazioni elettromagnetiche del cervello e del corpo, offrendo le basi per una coerenza e unità nella percezione, nella comprensione e nella visione olistica di se stessi e del mondo.

La tecnica istantanea di risveglio: la consapevolezza di sé

In questo istante, mentre leggi, ricordati di te! Porta tutta l’attenzione al centro del tuo essere. Senti tutto il tuo corpo, senti il respiro che lo attraversa, resta immobile e rilassato, rallenta i pensieri e per un istante entra in uno stato di consapevolezza espansa, vigile e intensa. Diventa consapevole di esistere! Se sei entrato in questa esperienza stai provando un senso di silenziosa pienezza, di centratura, di integrità. Questa è la tecnica base di tutte le scuole di ricerca spirituale, lo Zen lo chiama ritrovare il centro, Gurdijeff la chiamava il ricordo di sé, Krishnamurti e Osho semplicemente consapevolezza. Esistono infinite variazioni per arrivare a sperimentare questo stato di coscienza, ma realizzarlo non è facile come sembra; chi non ha mai sperimentato tecniche analoghe si può trovare a vivere questo stato di coscienza di sé solo per pochi istanti o in modo troppo superficiale. Proviamo quindi a ricreare l’esperienza di coscienza globale con una tecnica più olistica, che coinvolga realmente corpo, emozioni, mente e consapevolezza.

Tecnica olistica in tre fasi per sperimentare la consapevolezza globale dell’essere

Questa tecnica è lo strumento più efficace e “scientifico” che permette a chiunque di sperimentare la consapevolezza globale dell’essere.

L’esperimento dura 30-40 minuti, prenditi questo tempo per te. Trovati un luogo dove non sarai disturbato, spegni il cellulare, entra in un’atmosfera di sensibilità e intimità: stai facendo qualche cosa per conoscere te stesso più profondamente. Leggi tutto, preparati e poi sperimenta.

1) Attivazione fisica. Balla intensamente per 10-20 minuti, ad occhi chiusi, muovendoti con tutto il corpo e respirandoci dentro. Scegli una musica che ti prende, che ti aiuta ad entrare nel ritmo, che ti fa sentire vivo, intenso: una afro-cubana, un Bolero di Ravel, una dolce New Age, anche una techno vanno ugualmente bene. In alternativa puoi anche correre, fare all’amore, o ogni attività che coinvolge il tuo corpo totalmente.

2) Apertura energetica. Poi ti fermi in piedi per 5-10 minuti, immobile, sempre ad occhi chiusi, e respiri con tutto il corpo, dalla testa ai piedi, come se respirassi attraverso la pelle. Senti il corpo “elettrico”, come se fosse fatto di energia viva e cosciente. Senti una nuova energia che entra in ogni fibra del corpo.

3) Apertura della coscienza globale. Entra ancora più in profondità. Ti siedi in una posizione confortevole per una decina di minuti, sempre ad occhi chiusi e senza muoverti, con la colonna vertebrale eretta, rilassato. Entra in uno stato di percezione globale dell’essere. Poni tutta la tua attenzione sull’istante presente, senti tutto il corpo come una cosa unica, che pulsa e respira. Senti che respiri con tutto il corpo, come se la pelle si gonfiasse e sgonfiasse sempre più lentamente e piacevolmente e ti rilassi completamente in queste sensazioni. Entri in una percezione dilatata, “sferica” del corpo, come una bolla di sensazioni, una nuvola. Così i pensieri progressivamente si fermano e - in un tempo relativamente breve - ti senti un tutt’uno, sperimenti uno stato di unità di coscienza.

Questo è il metodo più semplice e diretto per conoscere se stessi ed evolvere, che tutti possono facilmente sperimentare anche da soli.

Di Dott. Nitamo Federico Montecucco [Laureato in Medicina all’Università degli Studi di Milano con una tesi sulla salute psicosomatica. Docente di Sviluppo del potenziale umano presso l’Univ. di Siena. Collabora come esperto di medicina olistica presso il Centro di Ricerca sulle medicina naturali dell’Università di Milano, associata all’OMS. E presso l’Univ. La Sapienza di Roma. Ha collaborato a ricerche di psicologia sperimentale presso l’Ist. di Psicologia della Facoltà di Medicina di Milano. Ricercatore in neurofisiologia degli stati di coscienza. Tra i promotori della medicina olistica in Italia. Membro Creativo del Club di Budapest. Direttore sell’Accademia Olistica – scuola della salute globale e dello sviluppo del potenziale umano - del Villaggio Globale di Bagni di Lucca. Ha vissuto tre anni in India per studiare le medicine sacre indotibetane e praticare la meditazione. Ha soggiornato tre anni negli USA per approfondire gli studi scientifici sulla psiconeuroimmunologia e sulle terapie preventive psicosomatiche più avanzate. Dal 1989 è direttore della rivista Cyber. E’ autore di diversi libri: L’Energia Vitale (Riza Scienze), Politica e Zen (Feltrinelli), Le divisioni del cervello e l’unità della coscienza (Ceratti), Oltre la soglia (SNS), La Visione Olistica (Mediterranee, di recente pubblicazione); e di numerosi articoli scientifici e divulgativi sulla stampa italiana ed estera. E’ stato intervistato dalla BBC, TV Svizzera, Rai1, Rai2, Italia1, Telemontecarlo, La7, ecc.]

Fonte: http://reteolistica.provincia.lucca.it/wiki

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